the right to be forgotten

…pare (la fonte è BBC UK http://www.bbc.co.uk/news/technology-16677370) che sarà presentato alla Commissione UE un progetto di legge che garantisca ai cittadini il famoso diritto all’oblio, ovvero che tutti i dati che ci riguardano vengano – se lo vogliamo – eliminati… In realtà si parla usualmente di”forma di garanzia che prevede la non diffondibilità di precedenti pregiudizievoli, per tali intendendosi propriamente i precedenti giudiziari di una persona”.

Necessità legittima, specie per difenderci dagli squali del marketing virale e che rappresenta l’opposto speculare del diritto/ansia ad essere visibili che pure caratterizza i nostri tempi reticolari.

Dal punto di vista archivistico e documentario però, ad occhio, mi pare piuttosto difficile da gestire… una cosa sono i dati personali, una cosa sono i documenti (che contengono dati, o no?) che testimoniano dei nostri rapporti ufficiali con altri cittadini (ad esempio quando compriamo un auto usata) o con le pubbliche amministrazioni (ad esempio quando nasciamo, ci sposiamo, ci trasferiamo in un altro comune, stabiliamo un rapporto di lavoro, veniamo condannati in ultimo grado,etc.). Che prevediamo, lo scarto chirurgico degli archivi giudiziari, sanitari, comunali su impulso di un’istanza individuale? Buon lavoro archivisti! Staremo a vedere…

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5 thoughts on “the right to be forgotten

  1. ArchiPierlu il said:

    ..intanto ferve la discussione sul tema, stavolta anche circostanziata e competente, su Archivi 23!

  2. ArchiPierlu il said:

    ..era proprio quello che avevo cercato di esprimere io nel post, una cosa è la riservatezza dei dati, un’altra la distruzione di documenti…

  3. ArchiPierlu il said:

    in linea di principio, forse sì, hai ragione, anche se gli open data (in ambito di governo della cosa pubblica, almeno) sono per definizione dati già pubblici, non sensibili, un po’ “risistemati” per essere identificabili, ricercabili e recuperabili automaticamente per applicazioni terze (ad esempio per smartphone): dati geografici, statistici, di trasparenza delle pubbliche amministrazioni, insomma…
    Per le Università, ad esempio, stiamo tramando per valorizzare i dati sulle iscrizioni/immatricolazioni, su docenti, insegnamenti e programmi, roba così, già disponibile nei nostri siti web, ma non immediatamente recuperabile né rielaborabile da chiunque volesse farlo!

    • ArchiFede il said:

      A me sembra piuttosto che il problema sia quello dell’accessibilità e della riservatezza di questi dati. Nel senso cheritengo oltre che difficlmente praticabile anche contrario ai prinicpi stessi della nostra disciplina assecondare la distruzione di dati e quindi di documenti. Altro è garantirne la corretta custodia e utilizzazione altro è distruggerli. Anche perchè quei documenti fanno parte dell’archivio del soggetto produttore e non sono, mi sembra, proprietà del citttadino interssato. Scusate la frettolosità, magari ci ritorno meglio a mente fresca ora sono un pò provato dalla giornata…

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