Vita e morte dell’indice analitico

vi rinvio a un post interessante dal blog di Fabrizio Venerandi: si riferisce agli ebook, ma credo che la sua riflessione che in buona parte condivido possa essere motivo di riflessione anche per noi che ragioniamo di strumenti di ricerca archivistici sul Web…

http://salvoesaurimentoscorte.wordpress.com/2012/02/07/715/

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3 thoughts on “Vita e morte dell’indice analitico

  1. ArchiPierlu il said:

    caro Salvatore,
    non sai (probabilmente) quanto sono d’accordo con te! Sto proprio lavorando, ormai da qualche anno, sulle metodologie di intercettazione sistematica, non “a naso”, di “what users want” e di “how users behave”…

  2. Pingback: Come valutare i software di inventariazione archivistica? « Frammenti Semantici

  3. Mah in parte hai ragione in parte va detto che non è che siano così tanti i casi in cui si arrivi a un inventario analitico con indici ben fatti.

    In parte hai ragione quando dici che questa riflessione si possa riflettere (in positivo o in negativo) anche sugli strumenti archivistici. Qui dove lavoro ora nella campagna di digitalizzazione dei cataloghi stiamo pensando che se l’ocr che tiriamo fuori è buono ci basta quello. Con alcuni limiti, ma anche con diversi vantaggi (non solo quello di poter destinare risorse-uomo ad altre attività).

    Bisogna sempre partire dalla famosa domanda “what do users want” rispetto a strumenti di corredo/ricerca digitali. Ho come l’impressione che – a parte alcuni articoli di Valacchi – questa domanda non ce la si sia posta. O, almeno, ce la si sia posta in maniera “accademica” senza use case, user stories o qualunque altro strumento usato per definire dei requisiti di funzionalità (e di non funzionalità).
    Qui abbiamo provato a fare qualche intervista per tirare fuori un po’ di user stories, i risultati mi sembrano interessanti e per certi versi sorprendenti.

    Certo un po’ troppo empirico per assumerli a dogma e troppo effimeri per scriverci qualcosa su, ma mi pare un punto di partenza (almeno per il lavoro che dobbiamo fare qui).

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