ancora su “encoding finding aids”

Mi segnala l’amico Alessandro Alfier che è stato rilasciato ed è scaricabile dal sito dall’ICA-CDS (Commitee on Descriptive Standards) il Report of the Ad Hoc Committee for Development of a Standardized Tool for Encoding Archival Finding Aid.

L’obiettivo di mettere insieme i requisiti di qualità per gli strumenti software di descrizione archivistica, anche solo per l’ambito italiano, è un vecchio sogno di chi gira intorno a questo blog, ma una serie di motivi (non ultimo il clima speciale della concorrenza all’italiana) ci hanno frenato… Ora, in caso ci tornasse la voglia, possiamo partire da qui.

4 commenti su “ancora su “encoding finding aids”

  1. Stefano Vitali il said:

    Ha perfettamente ragione Salvatore Vassallo.
    Si tratta di un documento elaborato a Bruxelles nell’ottobre 2001 da un costola dell’allora ICA-CDS da me presieduto.
    Sarà anche un documento che conserva una sua validità, così come fa piacere che si ricordino ancora le Guidelines for the preparation and presentation of finding aids alla cui stesura a suo tempo (1997-98!) molto ho contribuito, solo che è estremamente fuorviante il modo in cui la notizia è presentata nel post (e ripresa da altri, come la newsletter di PARER – o è forse il contrario?). Il documento infatti non “è stato rilasciato” come è scritto nel post, lasciando credere che è una cosa di ieri, ma semmai FU rilasciato. Se non si conosce infatti il contesto in cui fu elaborato e quello che è venuto dopo (ICA-ATOM) credo che sia difficile comprenderne a pieno il significato e le implicazioni. Forse occorrerebbe un po’ più di acribia filologica anche quando si ragiona di standard e di modelli concettuali e soprattutto se si scoprono “nuovi” documenti sul web!

  2. Pingback: Perché un modello concettuali per gli archivi può essere utile « Frammenti Semantici

  3. Non vorrei sbagliare ma mi sembra un filo datato (tipo dalle parti del 2004 o giù di lì… se non addirittura prima – 2001? – sicuramente se ne è parlato nel congresso a Vienna del 2004).

    E in effetti in questa decina di anni qualcosina è cambiato nell’ecosistema della descrizione archivistica (isdiah, isdf e non solo).

    Sicuramente è una base da cui partire, ma per stilare requisiti funzionali attenderei una base concettuale maggiormente solida che ci sarà quando il mondo degli archivi ragionerà su un proprio modello concettuale (se ne inizia a parlare nelle “alte sfere”… gli ottimisti parlano del 2015/16…)

    • ArchiPierlu il said:

      Può darsi che il documento sia da considerarsi vecchio, Salvatore: 8 anni sono tanti! Io l’ho intercettato nelle mie ricerche sulla qualità dell’output, su cui si dicono qui alcune cosette interessanti (e generiche, ma questo documento è generico per sua natura), che dopo appunto 8 anni devo constatare essere state saltate dai più e se applicate, dalle nostre parti, piuttosto malamente, nell’entusiasmo per i “livelli alti”, le relazioni tra entità, i portali per non dimenticare…
      Per questo ho ritenuto di doverlo segnalare e, nel caso, di ripartire da lì, come dalle Guidelines for the Preparation and Presentation of Finding Aids, le cui potenzialità sono state, a distanza di 11 anni, completamente disattese. E poi, siamo sinceri, credi davvero che la disponibilità di una base concettuale più solida (e chi deciderà quando sarà arrivato il momento?) olierebbe la strada per una effettiva collaborazione tra gli stakeholders, se il quadro dovesse essere sempre quello attuale?