A proposito di diritto all’oblio …

Stimolata da uno dei precedenti post sul diritto all’oblio, ho letto un articolo su “Punto Informatico” che tratta di uno scontro legale tra Google e l’Agenzia spagnola per la protezione dei dati personali, che è in attesa di sentenza da parte della Corte europea di Giustizia. Lo scontro è sorto a seguito delle numerose segnalazioni da parte dei cittadini spagnoli finalizzate alla rimozione di link a contenuti ritenuti diffamatori. Nell’articolo si fà, tra l’altro, riferimento ad un comunicato diramato da Google il 26 febbraio 2013, nel quale si leggeI motori di ricerca  puntano verso informazioni che restano pubblicate online e in questo caso verso informazioni che dovevano essere pubblicate per legge. Nella nostra visione, solo l’editore originario può prendere la decisione di rimuovere un simile contenuto. Una volta rimosso dalla sua pagina web sorgente, il contenuto sparirà anche dagli indici del nostro motore di ricerca. 

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4 thoughts on “A proposito di diritto all’oblio …

  1. Mara Pecorari il said:

    Intanto peo’ una piccola di lezione l”abbiamo avuta anche noi … Tank you

  2. allegra paci il said:

    Condivido appiena l’opinione di pierluigi, d’altronde in ogni campo l’ignoranza non è può essere una scusa. Mi sembra che però il poterlo nascondere – o rimuovere – spesso non sia così semplice per noi utenti che non abbiamo la fortuna di frequentare certe lezioni :)

  3. ArchiPierlu il said:

    ..ma al tempo stesso va promosso lo spostamento del livello di responsabilità nella visibilità delle informazioni/dati dal publisher al titolare-cittadino… Insomma, se c’è qualcosa che non vogliamo più che si legga/veda/ascolti di noi, dobbiamo essere noi a doverlo/poterlo nascondere: non possiamo pensare che la scelta – tutta qualitativa – la facciano altri!
    Non credo inoltre sia “colpa” di Google se indicizza contenuti che abbiamo caricato e che ora non ci piacciono più (ma non li abbiamo rimossi convenientemente dal web), oppure informazioni sulla nostra vita “pubblica”. Come spiegavo l’altro giorno ai miei studenti, se loro mi “taggano” su facebook mentre faccio lezione o mentre parlo a un convegno non fanno che confermare e diffondere un’informazione che non posso proteggere (sto facendo il mio lavoro, per cui sono pagato, e non ho diritto di nasconderne luoghi, date, etc.), mentre se lo faccio io sto turbando il loro diritto alla riservatezza.
    Non è di per sé un problema, l’importante è saperlo e comportarsi di conseguenza…

  4. allegra paci il said:

    Mi sembra che oltre alla necessità di garantire e normare in maniera convincente il diritto all’oblio sul web, quindi la possibilità di cancellare il materiale che può risultare sconveniente e dannoso, ci sia un sostanziale bisogno del diritto alla dimenticanza tout court: una delle malattie del nostro tempo mi sembra l’eccessiva produzione di documenti individuali i quali, una volta entrati nella rete, sembrano vivere di vita propria e risultano praticamente incaccellabili da chi li ha prodotti. Siamo sicuri di voler tramandare ai posteri certe foto mal riuscite o frasi mal dette?

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