Ancora su Ancona

Ieri ad Ancona la giornata organizzata dall’Anai Marche con la collaborazione della Soprintendenza Archivistica e di Unimc ha avuto un buon esito. Altri hanno già commentato altrove, nelle pagine fb di Archim e qui.  E’emerso che siamo tutti d’accordo su quasi tutto. Almeno nelle linee generali. Quanto meno sembra che visto che ormai siamo sotto il livello di galleggiamento bisogna provare a nuotare. Ho sentito parlare di fare sistema e ho provato qualche brivido rispetto agli esiti di quello slogan sbandierato alla seconda conferenza nazionale degli archivi (dico solo che ci pressarono per far arrivare in tempo relazioni poi mai pubblicate…). Però coalizioni sono possibili, direi necessarie. Coalizioni di donne e uomini di buona volontà però. Con la mente sgombra da retropensieri che pescano in quel sottobosco di piccolo potere che ha portato gli archivi dove sono. Abbiamo già dato, grazie. Pochi temi da concordare/proporre e azioni incisive o almeno azioni che non si avvitino su se stesse per tornare al punto di partenza. Io, come noto, di temi ne ho alcuni. Via dal ministero dei Beni culturali e riconoscimento effettivodel ruolo giuridico, sociale, economico e culturale degli archivi. Formazione conseguente e coordinata (nonchè riconosciuta) tra i diversi soggetti che la erogano. Sarebbe già molto. In definitiva poi credo davvero che sia necessario stanare i conservatori del proprio ruolo, gli arroccati e quanti forse per pigrizia non hanno occhi per guardare a una realtà trasformata. Insomma temi per una Cibrario 2 Emoticon smile

2 thoughts on “Ancora su Ancona

  1. ArchiFede il said:

    Concordo Pierlu, soprattutto sulla precisazione. Ci dobbiamo muovere in queso senso. Sul Ministero non è che non mi piaccia. Cioè è vero che non mi piace per niente (così come i beni culturali generalmente declinati), ma non è una questione di pelle. Io penso che quella non sia la collocazione naturale degli archivi. Gli archivi sono anche beni culturali, ma non solo come sai meglio di me. Uscire da quel ministero non significa non giocare anche la partita dei beni culturali ma ridare agli archivi quel ruolo sociale, politico etc che nella gabbia del mibac hanno ormai perduto
    Se ne discuterà…

  2. ArchiPierlu il said:

    Ecco, iniziano a venir fuori proposte chiare.
    Io, ad esempio, penso che prima di riformare ancora l’ordinamento archivistico e distinguerci dai beni culturali (perché, poi? solo perché quel ministero non ci piace?), venga in ordine cronologico prima l’obiettivo del “riconoscimento effettivo del ruolo giuridico, sociale, economico e culturale degli archivi”. E del ruolo sociale degli archivisyti, aggiungerei.
    Però, mi permetto di precisare, tale riconoscimento non può essere solo autocoscienza (da troppi secoli ci diciamo che siamo bravi e speciali) ed essere solo teorico, ma basato su azioni concrete, su valutazioni neutrali ed esterne, con risultati visibili e rendicontabili. Allora si potrà passare a battere cassa con i decisori politici, ora – con le battaglie sempre conservative e mai davvero innovative – siamo poco affidabili…