le istruzioni ufficiali per la tenuta del protocollo informatico emanate (4 giorni prima dell’obbligo di legge)

toto_monaco_di_baviera_2Tra le scadenze più importanti per le PA in questo autunno, di sicuro svetta l’obbligo   per tutte le PA a inviare in conservazione il registro giornaliero di protocollo entro la giornata lavorativa successiva, procedura da  mettere a regime entro l’11 ottobre 2015, come sancito dal DPCM 3 dicembre 2013 in materia di protocollo informatico.

Ecco, già sappiamo bene tutti, ci piaccia o no, quanto tale adempimento sia non semplice da attuare per molte delle PA, specialmente per quelle più piccole (in Italia, tanto per dire, ben 5.702 comuni – pari al 70,5% – contano meno di cinquemila abitanti).

Colpisce allora che solo il 7 ottobre, 4 giorni prima dell’ultima scadenza per l’adempimento (e con in mezzo un fine settimana) si pubblichino sul sito dell’AgID le essenziali Istruzioni per la produzione e conservazione del registro giornaliero di protocollo, che contengono le disposizioni sulla produzione e la trasmissione del registro in conformità alla normativa vigente.

Si vuole arrivare davvero al risultato, o si fa per scherzare?

2 commenti su “le istruzioni ufficiali per la tenuta del protocollo informatico emanate (4 giorni prima dell’obbligo di legge)

  1. allegra paci il said:

    E aggiungo: Regione Marche ha indetto un incontro sul tema con i Comuni marchigiani IERI. Ma non bisognerebbe PRIMA sapere come e con cosa producono i loro registri? Ma hanno un idea di come viene fatta la protocollazione?!

  2. allegra paci il said:

    Se ben ricordi ne avevamo parlato un anno fa e avevamo sollevato il problema nella nostra comunità. Da quanto vedo nella pratica neanche le punte di diamante (PArer) nella scombinata realtà italiana pur riuscendo ormai ad acquisire la quasi totalità della produzione documentaria si premunivano di vedere portato in conservazione anche il registro!!
    Inoltre: quale registro?! Dalla prima analisi che facemmo per le comunità montane delle Marche 6 o 7 anni fa ben poco è cambiato! I Comuni marchigiani sono in balia di ditte private i cui software gravano pesantemente sui costi generali di gestione offendo in cambio una qualità non sempre accettabile